Ingredienti cosmetici da scarti agricoli
Gli ingredienti cosmetici da scarti agricoli rappresentano un importante filone della cosmetica sostenibile. L’upcycling si afferma sempre più come uno strumento concreto per trasformare sottoprodotti agricoli e agro-alimentari in ingredienti cosmetici funzionali e ad alto valore aggiunto. Studi scientifici e brevetti dimostrano come matrici vegetali ricche di molecole bioattive possano essere valorizzate in modo efficace e sicuro.
In questa seconda parte analizziamo esempi significativi di upcycling in cosmetica, tra cui mango, moringa, olivo, estratti di tè e thanaka, approfondendone le proprietà funzionali e il corretto inquadramento regolatorio. Ci focalizzeremo su alcuni casi studio che mostrano come la cosmetica circolare possa tradursi in ingredienti innovativi, sostenibili e scientificamente supportati
Mango: burro e antiossidanti come ingredienti cosmetici dagli scarti
La Mangifera indica L., comunemente nota come mango, è uno dei frutti tropicali più coltivati e commercializzati a livello globale. Proprio a causa della sua diffusione, la lavorazione industriale del mango genera ingenti quantità di scarti, con bucce e semi che rappresentano tra il 30% e il 50% del frutto. Questi sottoprodotti sono spesso smaltiti o destinati alla mangimistica, ma costituiscono in realtà una risorsa di grande interesse per l’upcycling cosmetico.
Il nocciolo contenuto nel seme del mango può rappresentare dal 45% all’85% del peso del seme e contiene numerose sostanze bioattive ad azione antiossidante, tra cui carotenoidi, tocoferoli e composti fenolici come catechina, quercetina e acidi gallico, caffeico, ellagico e ferulico. Nelle bucce e nelle foglie è inoltre presente la mangiferina, un polifenolo noto come super antiossidante, oggetto di crescente interesse scientifico.
La mangiferina è stata descritta in letteratura e in brevetti per le sue attività anti-collagenasica, anti-elastasica e antitirosinasica, rendendola particolarmente interessante per la formulazione di cosmetici anti-age e depigmentanti.
Oltre ai composti antiossidanti, il nocciolo del mango è ricco di amido, utilizzabile in cosmetica come ingrediente addensante, viscosizzante e stabilizzante. Dal punto di vista lipidico, tra l’8% e il 25% del nocciolo è costituito da lipidi, prevalentemente acido stearico e acido oleico, entrambi presenti in percentuali prossime al 40%.
Da questi sottoprodotti si ottiene il burro di mango, caratterizzato da una composizione simile a quella del burro di cacao, ma con migliore spalmabilità e un profilo di sostenibilità più favorevole. La frazione insaponificabile, ricca di tocoferoli, steroli e squalene, conferisce al burro di mango proprietà emollienti, anti-aging e cicatrizzanti, rendendolo adatto a prodotti skincare, haircare e makeup.
Olivo: dalla filiera olearia agli ingredienti cosmetici da sottoprodotti
La filiera olivicolo-olearia genera ogni anno circa 4,5 milioni di tonnellate di foglie di ulivo a livello globale, una biomassa che rappresenta un problema gestionale per agricoltori e frantoi, ma anche una straordinaria opportunità di upcycling per l’industria cosmetica.
Le foglie di Olea europaea L. sono particolarmente ricche di metaboliti secondari ad alto valore biologico, tra cui triterpeni pentaciclici e composti fenolici, oggi oggetto di crescente interesse scientifico e industriale.
Tra i triterpeni più rilevanti si segnalano:
- acido oleanolico (circa 3–3,5% in peso secco),
- acido maslinico (0,50–0,75%),
- acido ursolico (0,20–0,25%),
- oltre a eritrodiolo e uvaolo.
All’acido oleanolico, in particolare, sono attribuite numerose attività biologiche documentate in letteratura, tra cui proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e protettive, rendendolo un candidato di grande interesse per applicazioni cosmetiche anti-age e skin-protective.
Parallelamente, le foglie di ulivo sono una fonte concentrata di polifenoli, in particolare oleuropeina, il cui principale metabolita bioattivo è l’idrossitirosolo. Questa molecola è ampiamente studiata per i suoi effetti di:
- protezione dallo stress ossidativo,
- difesa del DNA cellulare,
- supporto ai meccanismi di protezione cutanea.
Studi condotti da gruppi di ricerca europei hanno dimostrato come estratti ottenuti da foglie di ulivo mediante processi di idrolisi e tecnologie sostenibili possano essere destinati sia ad applicazioni nutraceutiche sia cosmetiche, settori accomunati da un trend di mercato in forte crescita.
Moringa: valorizzare i residui di spremitura per una cosmetica multifunzione
Analogamente a quanto avviene per la sansa di olio di oliva, anche il residuo di spremitura dei semi di moringa rappresenta una biomassa di grande interesse per l’upcycling cosmetico, rappresentano un’ottima fonte di ingredienti cosmetici da scarti. In particolare, Moringa peregrina, pianta diffusa prevalentemente nell’Africa orientale e nota anche come albero del rafano, produce semi dai quali si ottiene un olio pregiato, lasciando un sottoprodotto ricco di molecole bioattive.
Il residuo derivante dalla produzione di olio di Moringa peregrina contiene idrolizzati peptidici di interesse nutraceutico e cosmetico. Recentemente, l’estrazione di queste molecole è stata ottimizzata e descritta in un brevetto industriale, aprendo nuove prospettive di valorizzazione di questo sottoprodotto, tradizionalmente destinato alla mangimistica.
A partire da tali residui upcycled sono state proposte numerose formulazioni cosmetiche, tra cui:
- detergenti e shampoo,
- prodotti skincare come creme (emulsioni O/A, A/O e multiple),
- gel, lozioni e polveri,
- prodotti makeup, come i mascara.
L’attività idratante di diverse formulazioni contenenti residui di moringa è stata dimostrata strumentalmente mediante misurazioni corneometriche dello stato di idratazione cutanea dopo l’applicazione dei prodotti, confermando il potenziale funzionale di questi ingredienti upcycled.
Parallelamente, dai residui dei semi di un’altra specie della famiglia Moringaceae, Moringa oleifera, è stato ottenuto un estratto proteico acquoso impiegato nella formulazione di preparazioni cosmetiche ad azione emolliente, idratante e antipollution. Questo rende la moringa un esempio emblematico di ingrediente multifunzionale, capace di rispondere a diverse esigenze formulative nel rispetto dei principi di economia circolare.
Thanaka: nuove prospettive per ingredienti cosmetici da scarti per la fotoprotezione
La polvere di Thanaka, ottenuta dalla corteccia di Hesperethusa crenulata, è tradizionalmente utilizzata in Myanmar come protezione solare cutanea. Il suo interesse cosmetico è legato alla presenza della marmesina, una furanocumarina dotata di gruppi cromofori in grado di assorbire l’energia solare.
Studi condotti da gruppi di ricerca universitari italiani hanno descritto la completa caratterizzazione di estratti di Thanaka, ottenuti mediante metodi di estrazione sostenibili (ultrasuoni e Soxhlet) e solventi green. Gli estratti sono stati valutati per attività antiossidante, anticollagenasi, antinfiammatoria e per la capacità di stimolare la proliferazione cellulare e il rilascio di collagene in modelli in vitro su fibroblasti umani.
La marmesina è stata quantificata mediante HPLC-DAD, mostrando una maggiore concentrazione negli estratti idroalcolici, a conferma del potenziale della Thanaka come ingrediente anti-age e fotoprotettivo complementare in formulazioni cosmetiche.
Estratti di tè: ingredienti per fotoprotezione e antiaging da sottoprodotti vegetali
Le foglie di tè bianco, verde e nero (Camellia sinensis), spesso considerate sottoprodotti della filiera alimentare, ottimi candidati per ingredienti cosmetici da scarti, rappresentano una fonte altamente concentrata di polifenoli, flavonoidi e tannini, oggi ampiamente studiati per applicazioni cosmetiche antiage e fotoprotettive.
Le radiazioni UVB, pur costituendo solo una piccola percentuale delle radiazioni solari che raggiungono la superficie terrestre, sono tra le principali responsabili di:
- scottature ed eritemi,
- degradazione della matrice extracellulare,
- alterazioni della pigmentazione cutanea,
- accelerazione dei processi di fotoinvecchiamento.
Studi recenti hanno valutato le proprietà cosmetiche di estratti di tè bianco, verde, nero e tè nero decaffeinato, ottenuti attraverso differenti processi di fermentazione. Il profilo fitochimico di tali estratti è stato caratterizzato in termini di contenuto di fenoli totali, flavonoidi e tannini condensati, oltre alla presenza di teaflavine e tearubigine, polifenoli tipici del tè nero derivanti dalla condensazione enzimatica delle catechine.
In particolare, gli estratti di tè nero e tè nero decaffeinato hanno mostrato i valori più elevati di SPF in vitro (circa 23), associati a una significativa attività antitirosinasica e antielastasica, due enzimi chiave coinvolti nei meccanismi di invecchiamento cutaneo.
L’efficacia anti-fotoinvecchiamento è stata ulteriormente confermata in modelli cellulari di fibroblasti dermici umani sottoposti a irraggiamento UVB, dove la maggior parte degli estratti ha dimostrato una capacità di ridurre il danno ossidativo e strutturale, a concentrazioni comprese tra 50 e 200 mg/mL.
Sebbene le proprietà antiossidanti del tè verde siano ampiamente note, questi risultati evidenziano come anche il tè nero, grazie alla presenza di teaflavine e tearubigine, possa rappresentare un ingrediente cosmetico promettente per formulazioni antiage e fotoprotettive di origine upcycled.
📌 Nota regolatoria
È fondamentale ricordare che questo ingrediente non sostituisce i filtri UV autorizzati, ma può contribuire a strategie di fotoprotezione complementare vale a dire possono essere impiegati come supporto funzionale.
Ingredienti da sottoprodotti, focus su Upcycling e normativa cosmetica: attenzione alla sicurezza
Un ingrediente upcycled non è automaticamente “green” o “sicuro”.
Dal punto di vista regolatorio, però, uno scarto diventa ingrediente cosmetico solo quando:
- è correttamente caratterizzato,
- è sicuro per l’uso previsto,
- è conforme al Regolamento (CE) n. 1223/2009.
Per ogni ingrediente upcycled, è fondamentale:
- garantire la tracciabilità della materia prima e la standardizzazione,
- controllare contaminanti e variabilità biologica,
- supportare sicurezza e claim con dati sperimentali adeguati.
Bibliografia consultata
Giovannelli L, Picco A. Recenti sviluppi della ricerca nelle Università. Cosm Tech. (2023) 26 (6): 28-32.
Giovannelli L, Picco A. Potenzialità cosmetiche degli scarti agroalimentari e ittici. Cosm Tech. (2023) 26 (4): 36-40.